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2 - Il Melezzo e la sua piana

Nelle pianure, dove la luce offuscata dai vapori stagnanti, avvolge in sintesi tutte le cose e le sfuma quasi smaterializzandole, il pittore troverà forse che l’impasto velato è il mezzo espressivo più adatto alla sua sensazione; ma sugli altipiani alpini, dove per l’aria rarefatta e purissima la luce incide con nitida recisione i più minuti dettagli esaltandoli in una apoteosi solare, chi sente questa fulgida limpidità costituente la più meravigliosa caratteristica degli ambienti alpestri e voglia tentarne con l’arte, sarà logicamente condotto verso il divisionismo che con la sua pennellata minuta e investigatrice analizzerà i fili d’erba e le screziature dei macigni sul primo piano, che seguirà coi suoi filamenti nervosi la poderosa modellatura dei gioghi lontani e, con la scomposizione complementare, con l’irradiazione prismatica dei colori, darà la possibilità di fissare sul quadro un riflesso del grande splendore.

Carlo Fornara, Taccuini 1891-1892 in Bello di colore, Scheiwiller 1969